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Pianista e compositore tarantino, è
considerato fra i nuovi talenti del pianismo
jazz italiano e fa parte della nutrita
schiera di musicisti pugliesi che,
contraddistinguendosi in campo nazionale ed
internazionale, danno risalto all’attività
jazzistica della nostra regione. Morelli
rappresenta in maniera brillante la nuova
generazione del jazz italiano, formatasi
sull’esempio dei “grandi” americani ma anche
sulla inevitabile influenza e sull’opera di
divulgazione che ormai da tempo anche
musicisti italiani fanno nel mondo
esportando “jazz italiano”. Con la
consapevolezza del forte legame con la sua
terra d’origine, Morelli tenta con la sua
musica di fondere e far coesistere elementi
musicali tipici del jazz moderno con le
atmosfere sonore della musica classica e
popolare.
Innumerevoli le sue collaborazioni ed
esperienze con musicisti italiani e
stranieri con i quali ha registrato CD
riscontrando grande successo da parte della
critica nazionale ed internazionale. A
questo proposito si citano i suoi albums
pubblicati in veste di leader
“Behind The Window” con R. Ottaviano e P.
Dalla Porta (Y.V.P. Records Germania); “The
Dream” con Roberto Gatto e Marc Johnson
(SPLASC(H) Records); “Isole Senza Mari” con
Vincenzo Lanzo e Paolo Ghetti (Panastudio
Records); “Live in Iseo” con Vincenzo Lanzo
e Paolo Ghetti (Caligola records); “Colours”
in duo con Mauro Negri (SPLASC(H) Records);
“Nico Morelli” con Aldo Romano, Stefano di
Battista, Marc Buronfosse, Luc Isenmann,
Stephane Kerecki (Cristal Productions),
disco “Cristal” record di vendite in
Giappone per il 2003.
Nel Maggio 1999 ha vinto il primo premio del
prestigioso concorso “Viva il jazz” città di
Milano, vincendo così la possibilità di
registrare un opera per la nota casa
discografica americana VERVE. Ha collaborato
con musicisti di fama nazionale ed
internazionale quali Enrico Rava, Paolo
Fresu, Aldo Romano, Steve lacy, Glenn
Ferris, Flavio Boltro, Michel Benita, Marc
Johnson, Dedé Ceccarelli, Paolino Dalla
Porta, Franco Ambrosetti, Marco Tamburini,
Sylvain Beuf, Roberto Gatto, Stefano Di
Battista.
La ricerca del “suono” o sonorità è una
costante del lavoro di Morelli e prende
origine dai profondi riferimenti con la
musica dei pianisti jazz bianchi del passato
quali L. Tristano e B. Evans o del presente
quali K. Jarrett, ma senza un rifiuto o una
contrapposizione al modo più ritmico e
“nero” della storia del piano-jazz che
annovera i nomi di A.Tatum, W. Kelly, H.
Hancock. Morelli dirà in un intervista: “Il
mio modo di comporre nasce dal tentativo di
fondere le mie due “anime”, quella più
vicina a Debussy, Ravel, Scriabin, Bach e al
mondo della musica classica in generale e
quella più jazzistica; tentativo peraltro
già realizzato e sviscerato nelle sue
molteplici sfaccettature da musicisti del
passato ma che a mio avviso continua a
fornire spunti compositivi e creativi di
grande attualità”. |