Nico Morelli - pianoforte solo


Nico Morelli - pianoforte

 Venerdì 5 novembre

 Teatro Verdi - ore 21

Pianista e compositore tarantino, è considerato fra i nuovi talenti del pianismo jazz italiano e fa parte della nutrita schiera di musicisti pugliesi che, contraddistinguendosi in campo nazionale ed internazionale, danno risalto all’attività jazzistica della nostra regione. Morelli rappresenta in maniera brillante la nuova generazione del jazz italiano, formatasi sull’esempio dei “grandi” americani ma anche sulla inevitabile influenza e sull’opera di divulgazione che ormai da tempo anche musicisti italiani fanno nel mondo esportando “jazz italiano”. Con la consapevolezza del forte legame con la sua terra d’origine, Morelli tenta con la sua musica di fondere e far coesistere elementi musicali tipici del jazz moderno con le atmosfere sonore della musica classica e popolare.

Innumerevoli le sue collaborazioni ed esperienze con musicisti italiani e stranieri con i quali ha registrato CD riscontrando grande successo da parte della critica nazionale ed internazionale. A questo proposito si citano i suoi albums pubblicati in veste di leader “Behind The Window” con R. Ottaviano e P. Dalla Porta (Y.V.P. Records Germania); “The Dream” con Roberto Gatto e Marc Johnson (SPLASC(H) Records); “Isole Senza Mari” con Vincenzo Lanzo e Paolo Ghetti (Panastudio Records); “Live in Iseo” con Vincenzo Lanzo e Paolo Ghetti (Caligola records); “Colours” in duo con Mauro Negri (SPLASC(H) Records); “Nico Morelli” con Aldo Romano, Stefano di Battista, Marc Buronfosse, Luc Isenmann, Stephane Kerecki (Cristal Productions), disco “Cristal” record di vendite in Giappone per il 2003.
Nel Maggio 1999 ha vinto il primo premio del prestigioso concorso “Viva il jazz” città di Milano, vincendo così la possibilità di registrare un opera per la nota casa discografica americana VERVE. Ha collaborato con musicisti di fama nazionale ed internazionale quali Enrico Rava, Paolo Fresu, Aldo Romano, Steve lacy, Glenn Ferris, Flavio Boltro, Michel Benita, Marc Johnson, Dedé Ceccarelli, Paolino Dalla Porta, Franco Ambrosetti, Marco Tamburini, Sylvain Beuf, Roberto Gatto, Stefano Di Battista.
La ricerca del “suono” o sonorità è una costante del lavoro di Morelli e prende origine dai profondi riferimenti con la musica dei pianisti jazz bianchi del passato quali L. Tristano e B. Evans o del presente quali K. Jarrett, ma senza un rifiuto o una contrapposizione al modo più ritmico e “nero” della storia del piano-jazz che annovera i nomi di A.Tatum, W. Kelly, H. Hancock. Morelli dirà in un intervista: “Il mio modo di comporre nasce dal tentativo di fondere le mie due “anime”, quella più vicina a Debussy, Ravel, Scriabin, Bach e al mondo della musica classica in generale e quella più jazzistica; tentativo peraltro già realizzato e sviscerato nelle sue molteplici sfaccettature da musicisti del passato ma che a mio avviso continua a fornire spunti compositivi e creativi di grande attualità”.