Ettore Fioravanti - Belcanto


 Ettore Fioravanti - batteria
 Tino Tracanna

sax soprano e tenore
 Achille Succi
sax alto e clarinetto basso
 Beppe Caruso -
trombone
 Stefano De Bonis -
pianoforte
 Giovanni Maier -
contrabbasso

 Venerdì 17 dicembre

 Teatro Verdi - ore 21

Belcanto nasce nel 1995 come progetto discografico intorno al tema della canzone. L'odierna formazione di sestetto è una formula che, evolvendosi dall'originario quartetto, lo espande a una piccola orchestra e alle mille possibilità coloristiche che essa garantisce. Il gruppo insegue la scommessa di conciliare la cantabilità e la solarità della musica italiana con la tecnica improvvisativa afro-americana. I suoi musicisti, vividi esponenti dell'attuale vitalità jazzistica del nostro paese, mettono la loro consuetudine con la manipolazione sonora armonica e ritmica a disposizione di un progetto musicale costruito su composizioni originali dai profumi mediterranei e su canzoni del repertorio nostrano, dalle villanelle a Lucio Battisti, transitando per Modugno e Conte. La recente registrazione del nuovo Cd “Più” rinsalda le radici di originalità e freschezza che hanno caratterizzato i 5 anni di intensa attività del gruppo: concerti in tutta Italia nei club più prestigiosi, nelle grandi rassegne (Clusone, Roma Celimontana, Roccella, Siena), all'estero (Francia, Tunisia), 2 CD all'attivo, registrazioni per RadioRai, lezioni-concerto, allargamento dell'organico a solisti prestigiosi (Benny Golson, Fabrizio Bosso) e a formazioni bandistiche. Pane per l'anima, luce per la mente, energia e purezza insieme.

 ETTORE FIORAVANTI   Batterista, compositore. Nato a Roma nel 1958, ha frequentato il Conservatorio A. Casella de L'Aquila, dove ha conseguito il diploma di percussione sotto la guida del M° Striano. Ha collaborarato con N. Rotondo, M. Urbani, T. Scott, P. Damiani, G.L. Trovesi, P. Fresu, A. Salis, F. D'Andrea, G. Schiaffini, B. Tommaso, E. Colombo, R. Ottaviano, T. Tracanna, P. Minafra, P. Bassini; suona anche per Karl Berger, Tony Oxley, Enrico Rava, Tiziana Ghiglioni, Pierre Favre, Dave Liebman, Richie Beirach, Mal Waldron, Steve Swallow, Steve Lacy, Ernst Reijseger, Kenny Wheeler, George Coleman. Ha partecipato a numerosi festival nazionali ed internazionali tra cui: Berlino Jazz Fest '84 con Rava e '85 con Oxley; Varsavia Jazz Jamboree '85 con Damiani; Jazz Yatra '85 in India con Laneri; Montpellier ed Alsazia con Trovesi; Zurigo '83 con Salis e '87 con Tracanna; Australia, Canada, Francia, Germania e Spagna con Fresu Le Mans e Algeri con Ottaviano; Nevers '98 e Tunisi '99 con propri gruppi; Umbria Jazz '82, '89 e '92; Roccella Jonica dall'83 all'87; Como, Ivrea, Ciack Milano '83 e '92, Pescara '85, Siena '85, '88 e '92, Palermo '86, Cagliari '83 e '84, Bolzano '88 e '90, Clusone '87, '88 e '90, Berchidda dall' 89 al '92, Trento '90, '98, Roma '84, '97, '98. Ha collaborato ai corsi didattici di Ravenna e Matera.
Insegna ai seminari invernali ed estivi di Siena ed a quelli di Nuoro.
Dal '96 insegna nei corsi jazz dei Conservatori Italiani. Suona stabilmente con i gruppi diretti da Paolo Fresu ed Eugenio Colombo. Dal '92 dirige un proprio gruppo, Belcanto. Insieme a Riccardo Fassi promuove e dirige l'Associazione “Impro” per l'ideazione e produzione di progetti jazzistici. ".... Fioravanti è uno dei pochissimi batteristi nostrani di cui si può ascoltare un assolo e di cui non si può non menzionare l'assoluta padronanza dei tamburi" (A. Rodriguez, L'Unione Sarda). ".... musica che il drumming caloroso di Fioravanti
(decisamente tra i più interessanti batteristi in circolazione) ha ulteriormente invigorito" (M. Luzzi, Fare Musica).
".... Ettore Fioravanti sta ormai imponendosi come batterista di rara intelligenza: non il solito supervirtuoso fracassone, ma un colorista di grande sensibilità che sa ascoltare mentre suona e sa interagire con gli altri" (M. Piras, Musica Jazz). ".... Fioravanti è salito a suo tempo sull'omnibus che da Max Roach via Philly Joe Jones porta a Charlie Persip: ne scende un drummer raffinato, colto, dal gran gusto musicale e con una filosofia e una brama di andarsene per territori dove non è ancora stato" (A. Sartori, Il Tirreno).